February 2012
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not with a bang but a whimper
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il primo gennaio
So che si può vivere non esistendo, emersi da una quinta, da un fondale, da un fuori che non c’è se mai nessuno l’ha veduto. So che si può esistere non vivendo, con radici strappate da ogni vento se anche non muove foglia e non un soffio increspa l’acqua su cui s’affaccia il tuo salone. So che non c’è magia di filtro o d’infusione che possano spiegare come di te...
(questo giorno è uno stiracchiamento continuo: gli sbadigli si perdono nelle virgole tra un secondo e l’altro, gli obblighi suonano cocenti come un sole d’agosto)
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con i verbi adatti fermi in bocca da tre settimane gli aggettivi chiusi nel caveau
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Caro Dino*, aspetta ancora qualche giorno e poi sarò tutta tua. D.
*Buzzati
(pensavo che lascio pochissime impronte sulle cose perché indosso quasi sempre i guanti, e non mi è mai sembrato tanto rilevante quanto stasera)
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/bi.blio.te.ca.re
fumoagrappoli:
dicesi di sport praticato prevalentemente durante la stagione degli accoppiamenti informali volto all’utilizzo a scopo alloggiativo di locali muniti di alto riscaldamento. offre (nel più letterale significato del termine) svariate possibilità di svago e non, tra cui una particolare forma di pernottamento in orario diurno. vitto in forma perlopiù meccanizzata utile comunque alla...
Ci sono giornate che è un peccato trascorrerle senza procrastinare, la serietà può essere la disposizione più futile di tutte.
*
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(mi vengono in mente quei gesti descritti minuziosamente nei libri, gesti naturali che non hanno niente di quotidiano, gesti che riassumono una conclusione sofferta, capaci di sostituire alla perfezione mille vane parole, se si è in grado di decifrarli. ecco, a me pare di aver appena decifrato uno di questi gesti, o meglio un non-gesto, e non so come proseguire)
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I kept a smile on my face For anyone looking Tried to turn away questions Before he asked
Let my mind go out of tune
Ho scritto su un post-it, come proposito e aspirazione a lungo meditata: spegnere l’interruttore, ma senza fare drammi. Un po’ come quell’espressione che mi piace tanto, nichilismo morbido, verrebbe da dubitare sull’esistenza di un nichilismo vissuto con leggerezza, sembra una contraddizione in termini, eppure ha senso. Dal mio punto di vista spegnere l’interruttore,...
intweetion:
Colapesce “Restiamo in casa” di Michele Bernardi (da “Un meraviglioso declino”)
January 2012
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I cani che abbaiano alla luna che sembra loro polenta, i giovanotti che dicono calmi calmi storie grosse come case e Anguilla che guardava dalla vigna Silvia e Irene come si guarda due pesche troppo alte su un ramo.
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C’era una luce rossastra, scesi fuori intirizzito e scassato; tra le nuvole basse era spuntata una fetta di luna che pareva una ferita di coltello e insanguinava la pianura.
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(ah, ma io lo sapevo che era bravo porcelain raft)
(È un giorno di profonda concentrazione e attenzione, come se i miei sensi sentissero il doppio del normale. È anche un giorno di uno strano attaccamento alle cose, ad esempio studiare Montale e considerare un affronto verso di lui proseguire con Luzi, Sereni, Caproni e Fortini, non per un loro disvalore, ma perché mi sembrerebbe scortese verso Irma Brandeis o Maria Luisa Spaziani o Drusilla Tanzi...
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quelle aperture sull’estraniamento, istanze di una dislocazione a partire dalla quale il consueto smette di essere rassicurante perché niente è consueto quando viene sottoposto a un discreto e prolungato scrutinio
Julio Cortázar
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(mi sento fiduciosa)
(è ora in onda la seconda parte della battaglia delle penne mentre le gomme spariscono come popcorn famelicamente divorati)
è tutta una questione di respirazione.
Alzare le braccia un po’ più in alto rispetto al torace, divaricate dritte come formando una linea continua che stenda in larghezza la somma dei centimetri dalla cute fino al tallone, e poi avanti indietro, avanti indietro. L’esercizio va eseguito in ogni momento libero, o eventualmente, se non si hanno momenti liberi, tra un respiro e l’altro, mentre si contano i centesimi...
Quando trovo in questo mio silenzio una parola scavata è nella mia vita come un abisso Ungaretti
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(oggi la forza di gravità deve essere più opprimente del solito, mi tiene incollata su questa sedia e impedisce i consueti movimenti, persino prendere in mano un libro mi sembra richieda uno sforzo superiore a quello che la mia mente riesce a sostenere)
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Capisco, adesso, perché questa passione ha attecchito in me così durevolmente: rispondeva a ciò che ho di più vivo, il senso della provvisorietà. Sicché, per buona parte della vita, avrei raccolto, dato nome, amorosamente messo in serbo.. neppure delle nuvole o delle bolle di sapone - che per un poeta sarebbe già bello; ma qualcosa di più inconsistente ancora: delle effervescenze, appunto. (C....
Il vento ci scompiglia i capelli ci ruba le parole scagliandole nell’assordante vuoto della notte fino a non sentire più la faccia dal freddo.
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