Alzare le braccia un po’ più in alto rispetto al torace, divaricate dritte come formando una linea continua che stenda in larghezza la somma dei centimetri dalla cute fino al tallone, e poi avanti indietro, avanti indietro. L’esercizio va eseguito in ogni momento libero, o eventualmente, se non si hanno momenti liberi, tra un respiro e l’altro, mentre si contano i centesimi rimasti nel portamonete, mentre si fruga nel frigorifero in cerca di uova in vista della prossima quiche lorraine, o mentre ci si alza con gli occhi ancora impastati di sonno. L’importante, prima di tutto, è guardarsi attorno con aria furtiva - questo non ha niente a che vedere con la riuscita dell’esercizio, serve solamente a rendere il tutto più teatrale - e controllare di essere soli. A questo punto si diventerà improvvisamente coscienti di quanto siano state sterili le ultime ventiquattro ore, e quelle prima, e quelle prima ancora.
(cose mie)