Ho scritto su un post-it, come proposito e aspirazione a lungo meditata: spegnere l’interruttore, ma senza fare drammi. Un po’ come quell’espressione che mi piace tanto, nichilismo morbido, verrebbe da dubitare sull’esistenza di un nichilismo vissuto con leggerezza, sembra una contraddizione in termini, eppure ha senso. Dal mio punto di vista spegnere l’interruttore, oggi, sarebbe come rimanere di sasso mentre si osserva un bellissimo tramonto, perfettamente appagati nella contemplazione; ci sarebbero solo accenni del capo, espressioni poco eloquenti, mani in tasca, parole sulla bilancia, il fruscio delle pagine di un libro che vengono sfogliate dal vento e dal silenzio. Biglietti aerei, partite di scarabeo, il pelo del gatto sulla moquette e le guance rosse per l’affanno, tutte queste cose e altre ancora le chiuderei in una busta riposta al sicuro in un cassetto, e le scambierei con la dignità di bastarsi.
(e colapesce in sottofondo)